Diario di un rientro in quota
Introduzione: Perché Tornare a Camminare in Montagna
L’idea di tornare a camminare in montagna mi ronzava in testa da settimane. Dopo un anno intero passato lontano dai sentieri e vari mesi in cui avevo ripreso ad allenarmi tra corsa e uscite in bici, sentivo il bisogno di cambiare aria.
Serve del tempo, a volte, per rendersi conto che il corpo e la mente hanno bisogno di cambiare dislivello. Dovevo abbandonare la routine assillante e i pensieri ossessivi del lavoro. Mi sentivo stanco, anche se a chi mi incontrava non lo davo a vedere.
Era quella stanchezza sottile, fatta di giorni sempre uguali e pochi respiri profondi. Così, un pomeriggio, ho scritto a Domenico – amico di vecchia data, conosciuto grazie a Yallers prima ed E-JAMU poi. Gli ho raccontato del mio bisogno di natura, di fatica, di silenzio. Non ci ha pensato un secondo: “Pollino?”. Una parola, una certezza. Ho detto sì senza esitazione.
Pianificazione del Trekking: Data e Preparazione
Domenica 27 luglio 2025: L’appuntamento
Ci siamo dati appuntamento per domenica 27 luglio a Campotenese, presso l’uscita dell’autostrada. Ho preparato il mio zaino la sera prima con una cura quasi maniacale.
Attrezzatura per il Trekking
L’equipaggiamento che ho portato per questa escursione:
- Scarponi Salewa alti
- Zaino Forclaz da 40 litri
- Acqua 1,5L
- Barrette energetiche
- Kit di primo soccorso
- GoPro per documentare l’esperienza
- Bastoncini telescopici
- Felpa e guscio antivento
- Maglia di ricambio e camicia tecnica
- Occhiali da sole polarizzati
- Cappellino
Ho lasciato in auto il superfluo. In montagna, anche in una giornata estiva, può cambiare tutto in poche ore.
L’Avventura Inizia: Da Campotenese a Colle dell’Impiso
Il viaggio verso l’interno è iniziato in una mattina incerta. Nuvoloni grigi dominavano il cielo e le temperature, secondo le previsioni, sarebbero scese di dieci gradi rispetto alla costa.
Nessuna pioggia all’orizzonte, solo qualche goccia al parabrezza. Io, Domenico e Francesca (la sua compagna) chiacchieravamo già di cammini passati e piccole avventure.
Raggiungiamo così Colle dell’Impiso, a quota 1.578 m. Qui si respira quell’aria sottile e frizzante tipica degli altipiani del Sud. Lo zaino sulle spalle sembra più leggero quando so che mi aspetta una giornata lontano dalle notifiche.
Primo Tratto: Discesa tra i Faggi
Il sentiero parte subito con un’invitante discesa tra faggi secolari. È quasi un invito ad ambientarsi in punta di piedi. Dal bosco arrivano suoni ovattati: il vento tra le foglie, qualche scampanellio di mucche al pascolo.
La giornata si presta perfettamente. La temperatura è ideale e una luce intermittente rende ogni scorcio diverso.
La Sfida Diventa Reale: Salita verso il Rifugio Gaudolino
Il Sentiero Cambia Tono
Dopo la prima deviazione, prendiamo la direzione del rifugio Gaudolino. Qui il sentiero cambia completamente tono. La salita si fa ripida ma sempre ben ombreggiata. Il fondo a tratti è roccioso e bisogna fare attenzione a non scivolare.
La frescura della giornata aiuta. Sia io che gli altri manteniamo un ritmo costante, senza forzare ma senza perdere troppo tempo.
Sosta alla Fonte d’Acqua
Alla fontana fermiamo per una breve sosta. L’acqua gelida ci permette di ricaricare borraccia e polmoni. Quando arriviamo al rifugio (circa 1.700 m), provo una sensazione strana. È una piccola baita spartana che conosco bene.
Ci avevo dormito con la tenda anni prima durante un evento e-jamu. Nostalgia e soddisfazione si sovrappongono. Merendina, qualche mandorla, e ci rimettiamo in cammino.



Verso il Giardino degli Dei: La Parte Più Impegnativa
Salita Intensa e Monitoraggio Cardiaco
Ci dirigiamo sulla sinistra, di nuovo in salita. Vogliamo arrivare al Giardino degli Dei prima che il meteo cambi. Questa è la parte che ricordo più dura. La vegetazione torna fitta, la salita si accende e le gambe sentono la differenza.
Butto l’occhio al mio Apple Watch: 160 bpm. Meglio non esagerare. Brevi pause, respiri profondi, e si sale decisi.
Cambio di Scenario a Quota 1.780m
Dopo circa due ore di cammino e 6 km, emerge uno scenario completamente cambiato. Si supera quota 1.780 m e il sentiero si fa scoperto. Il vento qui è brusco, tagliente. Sopra le nostre teste corrono nuvole che fanno da sipario alle creste.
L’Arrivo: Il Giardino degli Dei e i Pini Loricati
Lo Spettacolo della Natura Selvaggia
L’ultimo tratto prima di raggiungere il Giardino degli Dei è il più spettacolare. In lontananza si intravedono cavalli in libertà e mandrie di mucche che pascolano senza disturbo. Ci allontaniamo per non farle agitare. Ci fermiamo invece a guardare in silenzio.
I Giganti di Pino Loricato
Pochi metri ancora, e arriviamo finalmente davanti ai due giganti di pino loricato. Segnano come due colonne l’ingresso al Giardino degli Dei. È uno di quei posti che non si dimenticano. Gli alberi sembrano fossilizzati nel tempo. La corteccia a placche racconta storie di vento, ghiaccio e secoli.
Siamo a 1.916 m e il paesaggio si mostra in tutto il suo dinamismo. Luci e ombre si rincorrono fra le nuvole veloci. Decido che è tempo di foto, qualche timelapse, una sosta lunga per mangiare.
Riflessioni in Quota
Mi fermo a pensare: oggi sono riuscito a staccare davvero. Mi tornano voglia e idee per altre giornate così. Lo sguardo va alla cima di Serra di Crispo, seconda meta del giorno se il meteo avesse retto. Le nuvole nere che avanzano ci consigliano prudenza.



Il Rientro: Discesa e Bilancio della Giornata
Scelta della Via di Ritorno
Decidiamo di rientrare, anche se sappiamo che la discesa nasconde ancora un po’ di fatica. La variante scelta è più corta ma ripida e scoscesa. Qui i bastoncini sono preziosi per alleggerire il passo, specialmente per le ginocchia.
Si parla poco, ognuno assorto nei propri pensieri. La sensazione è di gambe stanche ma appagate. Le ore scorrono veloci.
Statistiche del Trekking
Arriviamo all’auto dopo sei ore totali. Il bilancio è ottimo:
- Distanza: 14km totali
- Dislivello: circa 700 m di dislivello positivo
- Ritmo: passo tranquillo ma costante
- Tracciato: disponibile su Strava
Alla fine ci guardiamo e sappiamo già che giornate come questa vanno replicate. Basta organizzarsi, a volte basta davvero poco.



Considerazioni Finali: Il Pollino Come Palestra Naturale
Perché Scegliere il Parco Nazionale del Pollino
Il Parco Nazionale del Pollino è una palestra a cielo aperto. È un luogo ideale per chi vuole ritrovare il ritmo del proprio passo. Offre sentieri ben segnati, salite mai estenuanti e paesaggi che cambiano a ogni svolta.
I Pini Loricati: Tesori della Natura
Restano scolpiti nella mente i pini loricati – quei fossili viventi a cavallo tra Calabria e Basilicata. Ricordano che la tenacia e la pazienza sono valori della natura molto più che delle nostre vite frenetiche.
Il Valore del Trekking per il Benessere
Tornare a casa con le gambe stanche e la testa vuota di pensieri è la migliore ricompensa che questo trekking mi potesse regalare. E la promessa, fatta tra amici all’arrivo, di non aspettare un altro anno prima di una nuova escursione.


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